I 5 pericolosi ostacoli in cui puoi inciampare che minacciano la tua organizzazione aziendale mettendo a rischio il tuo ristorante

Il tuo ristorante è una bellissima azienda strutturata e articolata.

Hai visto, negli articoli precedenti, le cose che fanno evolvere e migliorare il tuo ristorante affinché produca utili e dia un’esperienza specifica ai tuoi clienti.

Ma davvero queste cose da sole possono risolvere il problema?

Per quanto siano importantissimi, i punti delle “7 tappe fondamentali per portare un ristorante in guadagno”, sperare che tutto si risolva solo mettendoli in pratica, allora lascia che ti dica che i tuoi problemi continueranno ad esistere se non a peggiorare.

Perché?

Mi dirai “Perché se sto facendo tutto quello che mi hai detto non dovrebbe funzionare?”

Perché fino ad adesso abbiamo visto azioni, ragionando tecniche e metodi.

Ci siamo calati nei problemi tecnici ed abbiamo tirato fuori tutti i consigli possibili per perfezionare l’azienda.

Ma una cosa non è ancora stata vista.

E non è certo la meno importante.

Manca l’elemento umano.

L’elemento umano e l’organizzazione aziendale

Se pensi di poter organizzare tutti i passaggi ed i processi aziendali, se pensi che basta ragionare i budget e le pianificazioni tutto da solo, rinchiuso nel tuo ufficio, lasciando fuori i dipendenti ad aspettare gli “ordini” che hai da impartire, beh, sappi amico mio, che hai un grosso problema che non risolverai mai.

Ricorda, siamo “animali sociali” e vogliamo condividere dolori e piaceri.

Nemmeno in catena di montaggio è possibile spersonalizzare il lavoro che si produce e il manufatto che ne viene fuori.

Il più asociale di tutti tenderà sempre a dare un’anima a ciò che crea. Pensi che il tuo personale sia da meno?

Non puoi estraniare i tuoi camerieri o il personale di cucina dai processi produttivi aziendali. Anche l’ultimo degli sguatteri ha una sua testa pensante dalla quale possono venire fuori idee e pensieri utili per te e il tuo ristorante.

Ricordiamoci che alcuni dei più grandi imprenditori e CEO di grandi multinazionali, all’inizio della loro carriera, hanno cominciato dal basso.

Roman Abramovich ha un patrimonio di 9,6 miliardi di dollari eppure ha cominciato vendendo anatre di plastica da casa.

L’attuale proprietario di Starbucks, Howard Schultz, ha cominciato come semplice venditore.

Amancio Ortega, il fondatore del colosso Zara ha iniziato la sua carriera lavorativa come fattorino in un negozio di camicie.

Non voglio elencarti i più grandi miliardari del mondo, ma voglio farti capire quanto è importante non escludere nessuno del tuo staff dai ragionamenti aziendali. In ognuno dei tuoi collaboratori potenzialmente si nasconde un genio che ancora non è sbocciato.

Quindi non sottovalutare mai nessuno all’interno della tua azienda.

6. Creare un’organizzazione aziendale interna proiettata agli obiettivi aziendali

Oggi voglio ripercorrere insieme a te la prima parte del punto “Creare un’organizzazione aziendale interna proiettata agli obiettivi aziendali” , forse la più importante delle 7 tappe fondamentali per portare un ristorante in guadagno.

Quando ti lamenti che il tuo staff non è all’altezza ricorda sempre una cosa: il pesce puzza sempre dalla testa e quindi i tuoi collaboratori sono uno specchio di quello che sei tu.

Vediamo subito quali sono le 5 cose da non fare che possono distruggere il tuo locale:

1. Tenere nascosti i risultati e i dati

Quando pensi di tenere nascosti i risultati e i dati spinto dal pensiero “Sia mai che mi fanno i conti in tasca”, non stai proteggendo quelli che pensi siano solo CAZZI TUOI.

Stai solo danneggiando te stesso.

Faccio un esempio pratico.

Hai degli obiettivi:

  • hai fatto un budget che prevede che fatturerai quel mese tot cifra,
  • che avrai quel ricavo medio,
  • che avrai quel costo del personale,

però tutto questo non lo condividi con i tuoi collaboratori, non lo condividi con la tua organizzazione aziendale, che sia fatta da due persone o da venti persone, ti tieni tutto dentro di te nascosto, perché “Sia mai che se glielo dico… ah questi mi fanno i conti in tasca e vedono quanto fatturo”.

Ecco, questo è la più grossa cazzata che puoi fare. Se non c’è condivisione non c’è motivazione e se non c’è motivazione non si raggiungono gli obiettivi. PUNTO!

2. Vivere alla giornata

Cioè non avere idea giorno per giorno di cosa cazzo stiamo facendo, quindi sperare che oggi si vada a riempire un po’ il cassetto, senza però avere nemmeno un’idea di quello che dobbiamo vendere, di quello che non dobbiamo vendere, di quanto dobbiamo vendere, qual è l’obiettivo minimo da raggiungere.

Quindi vivere alla giornata, un po’ così ad minchiam. “Oggi apro, speriamo che lavoriamo, poi chiudo, conto i soldi nel cassetto e magari mi ci compro un pacco di sigarette e speriamo bene che arriviamo a fine mese.”

Ecco, questa è una delle cose da non fare.

3. Pensare solo ai problemi

Eh, ma alla fine tanto qua c’è la TARI… c’è la TASI… i contributi… il costo del personale… il costo del lavoro è fuori dal mondo… l’affitto è alto… e che cazzo il cuoco oggi non è venuto che sta male… tanto sti camerieri non capiscono un cazzo, figurati a dirgli che cosa devono vendere, è già tanto che portano il menù a tavola”.

Non si tratta di avere un pensiero positivo fine a se stesso, non bisogna farsi prendere dalla negatività.

Sia chiaro, non faccio il motivatore. Ce ne sono già troppi in giro e troppo inflazionati.

Ma se pensi solo ai problemi, se pensi solo alle negatività, non riuscirai a creare un’organizzazione aziendale interna strutturata, con un organigramma ben preciso, con deleghe e obbiettivi importanti.

Ma, soprattutto, se pensi solo ai problemi non pensi a quelle che possono essere le opportunità e le opportunità sono date dagli obiettivi.

4. Pensare ai tuoi collaboratori come a dei semplici dipendenti

Troppo spesso ho sentito ragionamenti di ristoratori autolesionisti.

Pensi che è già tanto che li paghi, che gli dai uno stipendio “Statevene zitti e buoni perché se no non vi pago”.

Pensare “Voglio dire, sono solo dei dipendenti e alla fine sono io che devo portare avanti l’azienda. L’azienda è mia, è il mio orticello. Sto li a tenermi tutto nascosto a bastonarli, ogni tanto li pago puntuali ogni tanto no, se no alzano troppo la cresta”.

I dipendenti, i TUOI collaboratori, sono i TUOI migliori direttori commerciali e direttori vendite. Dal lava piatti in poi sono la benzina del motore dell’azienda.

Non sono quindi dei semplici “dipendenti che si fottono lo stipendio”, ma sono persone e collaboratori che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi dell’azienda.

5. Credere che il ristorante sia tuo e basta

Che cosa vuol dire?

Vuol dire ragionare con la mente chiusa e senza obiettivi condivisi, perché questo porta all’assenza di organizzazione aziendale.

In modo arrogante dici e ti comporti mostrando a tutti che il ristorante è tuo, magari sei anche il cuoco e tanto, se non ci sei tu, la baracca chiude.

Quali sono gli obiettivi condivisi? Non esistono. L’obiettivo è aprire “Io devo fare soldi, se ti va bene così, se no fuori dai coglioni.”

Credere che il ristorante è tuo è l’errore più grosso che puoi fare, perché il ristorante non è tuo, il ristorante è: uno, di tutti i tuoi clienti, due, dei tuoi collaboratori che sono i clienti interni.

E i tuoi dipendenti che fanno?

La motivazione al personale non è qualcosa che va lasciata al caso perché fa riferimento a dei metodi professionali. Rivolgere in modo sterile un complimento ad un collaboratore, un complimento non sentito, ha lo stesso effetto che non farlo, se non peggio.

Non voglio insegnarti quale comportamento umano devi tenere, non è il mio mestiere, quello che voglio dirti è che la gratificazione del personale passa attraverso azioni gratificanti.

Certo, attraverso premi veri e propri, ma anche in affermazioni e complimenti legati a qualcosa di buono che è stato fatto.

Come ti ho detto all’inizio, qualsiasi tuo collaboratore desidera sapere che tu sei soddisfatto del suo lavoro.

E se ogni tanto dovesse sbagliare, se sa che tu in genere lo incentivi e lo incoraggi allora provvederà a rimediare, se possibile, e comunque in futuro tenterà di non commettere più lo stesso errore.

Anche di questo parleremo a RistoBusiness – in metodo professionale nella ristorazione in Versilia il 7 e 8 maggio prossimi.

A proposito di RistoBusiness, ma tu hai preso il tuo posto?

Spero proprio di sì perché nel momento in cui scrivo questo articolo sappi che è rimasto l’ultimo posto.

Quindi, se ancora non hai fatto, ti consiglio di correre adesso sperando che tu possa arrivare in tempo.

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